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[English below]

Monumento al presente:

Nel giugno 2020 la storia moderna si fa testimone, per la prima volta, di un gigantesco movimento globale che ha visto scendere in piazza milioni di cittadini per rivendicare il diritto delle persone di colore a vivere. Dire che la vita dei neri abbia un valore, pare un concetto ovvio, ma non è così. Nella pratica la vita delle persone di colore e degli immigrati, oggi nel 2020, nel nostro paese e nel mondo occidentale, non ha lo stesso valore di quella dei bianchi. Se non ve ne siete mai accorti, questo è parte del problema ed è il momento di prenderne consapevolezza.

I curatori dello Smithsonian Institution e di molte altre importanti fondazioni e istituti, sono scesi nelle strade per raccogliere i cartelli dei manifestanti e per catalogare questo momento di attualità, riconoscendolo di fatto come evento storico. Sanno che il futuro guarderà al 2020 come ad una svolta epocale, rispetto all’accettazione del mondo che abbiamo ereditato.

Non possiamo essere colpevoli di ciò che è accaduto prima della nostra nascita, ma oggi capiamo che ne diventiamo complici se nel presente continuiamo ad accettarne e normalizzarne le conseguenze. Oggi abbiamo il dovere e la responsabilità di chiamare le cose con il proprio nome, senza edulcorare il passato per renderlo più accettabile, perché questo atteggiamento ha radicato il razzismo così tanto in noi, da non riuscire neanche più a riconoscerlo. Studiare e ricordare il colonialismo non significa dover proseguire a glorificarlo negli spazi pubblici, significa imparare da esso, guardare indietro per non ripeterne gli errori. Smantellare il razzismo nella nostra società e dentro noi stessi, comprende anche smantellarne i simboli e contestualizzarli nei musei e nei libri, darne una narrazione storica completa e non unilaterale. Per non dire più che “era normale così”, perché la normalità è sempre relativa a chi stabilisce la norma per poi imporla agli altri. Il fallimento di questa presa di coscienza, oggi, genera e perpetua discriminazione e ingiustizia sociale.

Oggi possiamo ri immaginarci il mondo in cui viviamo grazie agli strumenti digitali come la realtà aumentata. In attesa che le istituzioni del futuro diano valore alle idee del presente, questo monumento virtuale si propone di celebrare l’attualità, perché il riconoscimento dei diritti umani e l’uguaglianza sociale sia, per chi ha occhi per vedere, da ora in avanti il presente di ogni anno a venire.

Diana “Spaghetto” Manfredi

 

Nota:

La statua di Indro Montanelli, celebre giornalista italiano, fu inaugurata nel 2006. Montanelli oggi viene anche ricordato per essersi arruolato come volontario nell’esercito fascista durante la colonizzazione dell’Abissinia, nel 1935. Durante quel periodo comprò una bambina eritrea di 12 anni, infibulata dalla nascita, con un contratto che lui stesso, nel 2000, definisce di “leasing”. Non si pentì mai di aver preso parte al colonialismo, di aver scritto del meticciato, delle numerose uscite razziste e dell’acquisto di una persona. Anzi, nel 2000 terminerà l’articolo in risposta ad una 18enne che lo aveva interpellato sull’argomento con: “se ti ho offesa, è colpa tua”.

 

Come funziona la realtà aumentata:

L’effetto di realtà aumentata è disponibile su Instagram come un normale filtro. Lo trovate tra i filtri di @spaghetto o a questo link: https://www.instagram.com/ar/506733266983190/

Inquadrando la statua di Indro Montanelli frontalmente (come la foto qua sotto), apparirà il “Monumento al Presente”.  Funziona sia dal vivo inquadrando la statua reale, sia ovunque digitalmente, inquadrando la foto qui sotto, riprodotta su qualsiasi schermo o supporto.

L’opera:

Il “Monumento al presente”, ideato e animato dall’artista visiva Diana “Spaghetto” Manfredi (@spaghetto), è un’opera composta da dettagli di varie bambine e ragazze di colore, provenienti da luoghi e da epoche diverse, trovate in rete e unite insieme in una scultura-collage digitale. Il piccione è per l’artista il simbolo di Milano e una costante nei suoi progetti di AR. Questo è stato creato in 3D da John Fisher (Green Screen Fisher).

 

[English]

 

Monument to the present:

In June 2020, modern history has witnessed – for the first time – an enormous global movement that saw millions of citizens take to the streets to claim the right of black people to live.

Curators from the Smithsonian Institution have been collecting signs and artifacts from the protests to record this historical moment and preserve history in real time. They know that the future will look back at 2020 as an epochal turning point for the acceptance of the world that we have inherited.

We cannot be guilty of what happened before our birth, but today we understand that we become complicit in it if we continue to accept and normalize its consequences in the present.

Today we have the responsibility to call things by their own name, without sweetening the past to make it more acceptable, because this attitude has rooted racism so deeply into all of us that we are not even able to recognize it anymore.

Studying and remembering colonialism doesn’t mean having to continue its glorification in public spaces, it means looking back at it and learning from it so we can avoid repeating the same mistakes in the present and in the future.

Dismantling racism in our society and within ourselves also includes dismantling its symbols and contextualizing them in museums and books, giving them a complete and not one-sided historical narrative.

A narrative that doesn’t justifies everything and everyone just cause “back then it was normal”. We do know that normality is always relative to those who establish the norm and then impose it on others. We must do better. Failing to see this will only generate and perpetuate discrimination and social injustice.

Thanks to digital technologies such as augmented reality, today we can re-imagine the world we live in. While waiting for future institutions to give value to the ideas of the present, this virtual monument aims to celebrate these present ideas in the present. In hope that wokeness will be from now on the present of every year to come.

Diana “Spaghetto” Manfredi

Note:

The statue of Indro Montanelli – a famous Italian journalist – was inaugurated in 2006. Today Montanelli is also remembered for joining the Fascist army as a volunteer during the colonization of Abyssinia in 1935. During that time, he bought a 12-year-old Eritrean girl – infibulated from birth – with what he himself defined in 2000 as a “leasing contract”. He never regretted having taken part in colonialism, the numerous racist articles he wrote, nor the purchase of a person. Indeed, in 2000 he ended the article in response to an 18-year-old girl who had asked him about him owning an underage black girl for sex with: “if I offended you, it’s your fault”. 

How AR works:

The augmented reality effect is available on Instagram as a regular filter. You can find it among @spaghetto’s filters or at this link: https://www.instagram.com/ar/506733266983190/

Pointing the camera to the statue of Indro Montanelli frontally, the “Monument to the Present” will appear. It works both live with the real statue, and anywhere digitally, by pointing the camera to the photo, reproduced on any screen or support.

The monument:

The “Monument to the present” is digital sculpture-collage conceived and animated by visual artist Diana “Spaghetto” Manfredi (@spaghetto). The work is composed of details of various black girls, of different ages and coming from different places and eras. The pigeon is for the artist the symbol of Milan and it’s a constant in her AR projects. This 3D pigeon was created by John Fisher (Green Screen Fisher).